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La stanza di Ely




Scarpette rosse



Amo:
le nuvole, le notti stellate, l’arcobaleno,
Bob Dylan, i libri, le poesie, le passaggiate,
i gatti, i treni, i fiori, gli alberi,
lavorare a maglia, cucinare dolci

Dove vivo:
Roma

Mi sono laureata in:
Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio

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Yes, the gal I got
She reads too many books
.•:*¨Bob Dylan, Hero Blues¨*:•.

Sto leggendo:

2008:
Storia di Tonle [Mario Rigoni Stern]
La musica in testa [Giovanni Allevi]
Il sergente nella neve [Mario Rigoni Stern]
Una pistola in vendita [Graham Greene]
Le Cronache di Narnia [C.S.Lewis]
Harry Potter and the Deathly Hallows [J.K.Rowling]
Fine corsa [Jeremy Leggett]
L'uomo sentimentale [Javier Marias]
Cranford [Elizabeth Gaskell]
Northanger Abbey [Jane Austen]
Jane Austen: genio e semplicità
[Dara Kotnik]
Ambiente Italia 2007
[Istituto Ambiente Italia]
Mille anni che sto qui [Mariolina Venezia]
Il tuo volto domani - 1.Febbre e lancia
[Javier Marias]
Ambiente Italia 2008
[Istituto Ambiente italia]
Spazzatura!
[A cura di Giulio Mozzi e Mauro Pianesi]
Sette uomini tra i pinguini [Mario Marret]
Un cuore così bianco [Javier Marias]
La leggenda dei monti naviganti
[Paolo Rumiz]
Antartide [Reinhold Messner]
Disastro al Polo [Wilbur Cross]
Il peggior viaggio del mondo
[Apsley Cherry-Garrard]
Domani nella battaglia pensa a me
[Javier marias]
Resurrezione [Lev Tolstoj]


2007:
Viaggiatore del tempo [Ray Bradbury]
Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop
[Fannie Flagg]
I fantasmi di pietra [Mauro Corona]
La famiglia Winshaw [Jonathan Coe]
La sonata a Kreutzer [Lev Tolstoj]
Collected short stories [E.M. Forster]
Macabro quiz [Agatha Christie]
Nick Drake-La biografia [Patrick Humpries]
A neve ferma [Stefania Bertola]
Circolo Chiuso [Jonathan Coe]
Dalla caverna alla casa ecologica
[Federico M. Butera]
Il vicario di Wakefield [Oliver Goldsmith]
A pair of blue eyes [Thomas Hardy]
Tutto Sherlock Holmes [A.C. Doyla]
Harry Potter e la camera dei segreti
[J.K. Rowling]
Un lungo fatale inseguimento d'amore
[Louisa May Alcott]
Harry Potter and the Deathly Hallows
[J.K. Rowling]
H.P. and the Half-Blood Prince [J.K. Rowling]
H.P. e la Pietra Filosofale [J.K. Rowling]
Eldest [Christopher Paolini]
Diari [Sofija Andreevna Tolstoj]
H.P. e l'Ordine della fenice [J.K. Rowling]
La banda dei brocchi [Jonathan Coe]
Una passeggiata nei boschi [Bill Bryson]
H.P. e il calice di fuoco [J.K. Rowling]
Guerra e Pace [Lev Tolstoj]
Diario di Hiroshima [Michihiko Hachiya]
Fumo [William Faulkner]
Roverandom [J.R.R. Tolkien]
Pappagalli verdi [Gino Strada]
Anna Karénina [Lev Tolstoj]
Il comportamento sociale degli animali
[Niko Tinbergen]
I nuovi limiti dello sviluppo
[Meadows, Meadows, Randers]
Emma [Jane Austen]
The Adventures of Huckleberry Finn
[Mark Twain]
Mia cugina Phillis [Elizabeth Gaskell]
Apollo 13 [Jim Lovell, Jeffrey Kluger]
Racconti del mistero
[Walter De La Mare]
The Adventures of Tom Sawyer
[Mark Twain]
Da leggersi all'imbrunire
[Charles Dickens]
Le tribolazioni di un cinese in Cina
[Jules Verne]
Tutto da sola [Lorrie Moore]
La lettrice di romanzi d'amore
[Pearl Abraham]
H.P. e il prigioniero di Azkaban
[J.K. Rowling]
Piccole ironie della vita [Thomas Hardy]
Storie di montagna [I licheni]
Piccole Donne [L.M. Alcott]
Tre millimetri al giorno [Richard Matheson]
Donna al piano [Bernard Mac Laverty]

"Una vecchia strega che viveva a Bath aveva un libro che non si riusciva mai a smettere di leggere! Eri costretto ad andartene in giro con il naso incollato alle pagine, cercando di fare tutto con una mano sola!" J.K. Rowling



Ely81Ely81 [27/06/2008]: Grazie!
samy74samy74 [25/06/2008]: tanti auguriii
[14/06/2008]: Hoi visto le tue foto una piu bella dell 'altra!! Fantastico il ponchio è venuto benissimo!
Ely81Ely81 [13/04/2008]: Prego, ruba pure!
Yuri_GagarinYuri_Gagarin [10/04/2008]: CIAO! Ti ho rubato il codice per il prezzo del petrolio!
[01/12/2007]: Ciao Ely! Non ho ricevuto una tua risposta e così ho fatto una scappata sul tuo blog... sempre fantastico. A presto
Ely81 [25/06/2007]: Grazie Mony!!!
[25/06/2007]: ciao !!!TANTI TANTI AUGURIII!!!! buon compleanno!!!!
Ely81 [12/06/2007]: Mi piacerebbe impararlo... però un po' mi spaventa, soprattutto la grammatica...! A settembre farò un mini-corso di prova, e poi chissà!
Ciao!
Antonio [11/06/2007]: Fico... Impara il russo, è una lingua splendida...
Ely81 [04/06/2007]: Grazie!
KeL [04/06/2007]: ciao! carino qui! un bacio!
Ely81 [12/05/2007]: Funziona! Adesso potete lasciarmi messaggi anche qui sulla tagboard!!
Ely81 [12/05/2007]: Vediamo se funziona...
 
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but these to tell what's true

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sabato, 19 luglio 2008
Musica
Rufus Wainwright

Ieri sera sono stata all'Auditorium a sentire il concerto di Rufus Wainwright!  E' stato molto bello, Rufus ha una voce stupenda e ho scoperto che è molto simpatico, fra una canzone e l'altra ci ha anche raccontato come ha passato la sua giornata in giro per Roma.

Si è alternato fra pianoforte e chitarra, a me piace molto di più al piano, come chitarrista non è proprio eccezionale mi sembra, ma basta la sua voce a rendere tutto speciale.

Non è ancora molto famoso in Italia, infatti la Cavea non era al completo, per chi fosse curioso metto un po' di link:


RufusWainwright.com
Wikipedia
Deezer.com

Su Deezer, dopo essersi registrati gratuitamente, si possono ascoltare per intero album di vari artisti... c'è Rufus, c'è Jakob Dylan (è appena uscito il primo album solista, bellissimo, e sì, lui è il figlio di Bob), c'è Josh Ritter, c'è Nick Drake, tanto per fare qualche nome.



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venerdì, 04 luglio 2008
libri
Il segente nella neve - Incipit

“Ho ancora nel naso l’odore che faceva il grasso sul fucile mitragliatore arroventato.Ho ancora nelle orecchie e fin dentro il cervello il rumore della neve che scricchiolava sotto le scarpe, gli starnuti e i colpi di tosse delle vedette russe, il suono delle erbe secche battute dal vento sulle rive del Don. Ho ancora negli occhi il quadrato di Cassiopea che mi stava sopra la testa tutte le notti e i pali di sostegno del bunker che mi stavano sopra la testa di giorno."

Mario Rigoni Stern, Il sergente nella neve



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giovedì, 03 luglio 2008
Ambiente
Lo Sviluppo Sostenibile - 2

A rileggerla adesso, la mia tesi triennale mi sembra un po' un'accozzaglia di banalità, e anche troppo "moderata", oggi scriverei in modo diverso, comunque ecco il secondo paragrafo.

(Qui il primo paragrafo)

2.2 SOSTENIBILITA’

Lo sviluppo sostenibile è un processo dinamico, sempre in evoluzione per adattarsi alle variabili condizioni ambientali e sociali, che ha come suo fine il raggiungimento delle condizioni di sostenibilità, ovvero quelle condizioni che permettono di garantire la sopravvivenza della vita umana sulla Terra.

L’approccio al problema adottato dalla comunità internazionale è infatti dichiaratamente antropocentrico: la Dichiarazione di Rio, nel suo primo Principio, stabilisce chiaramente che “Gli esseri umani sono al centro delle preoccupazioni relative allo sviluppo sostenibile”: lo scopo prefisso non è quindi una generica “conservazione della Natura”, ma la conservazione della specie umana.

Tuttavia la stretta interdipendenza fra tutte le componenti della biosfera, con la nostra ancora limitata comprensione delle reciproche interazioni, fanno sì che le strategie da attuare per la sopravvivenza dell’umanità non possano prescindere dalla protezione degli ecosistemi naturali e dalla preservazione del più alto grado possibile di biodiversità. Non è possibile considerare la specie umana come a sé stante e indifferente alle modificazioni che avvengono nell’ambiente naturale: nonostante i continui progressi scientifici e tecnologici infatti, gli uomini restano in uno stato di “dipendenza obbligata” dalla produttività e dai servizi forniti dall’ecosfera.

Inoltre gli ingenti costi in termini di vite umane e danni economici dovuti a emergenze ambientali, quali alluvioni e frane causate dal dissesto idrogeologico, o eventi meteorologici estremi causati dai cambiamenti climatici, insegnano che i danni provocati dalle attività umane ai sistemi ambientali si ripercuotono sulle attività stesse: occorre quindi tenere conto del contesto in cui si inserisce l’intervento umano e operare per ridurne il più possibile le conseguenze negative sull’ambiente.

 

 

Requisito fondamentale per mantenere lo sviluppo umano nei limiti della sostenibilità è bilanciare i bisogni umani con la capacità dei sistemi naturali di soddisfarli e contemporaneamente di rigenerarsi in modo da mantenere tale capacità per le generazioni future.

 

Questo porta a due importanti conseguenze, una rivolta al presente e una al futuro: la necessità di attuare un nuovo modello di sviluppo basato sulla solidarietà, e la necessità di tenere conto delle conseguenze future dei comportamenti presenti.

 

"Una comunità sostenibile vive in armonia con il proprio ambiente locale e non danneggia ambienti a lei distanti ed altre comunità — ora e nel futuro " (IUCN, UNEP, WWF, 1991).

 



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domenica, 22 giugno 2008
Ambiente, libri
Si studia!

Quando stavo all'università, studiavo sempre e nel tempo libero principalmente leggevo; e più o meno decidevo io quando studiare e quando no.
Adesso che lavoro, il tempo libero è fisso ed è il fine settimana, e sempre più spesso lo impiego per studiare...
Ci sono tantissimi argomenti interessanti che vorrei approfondire, in questo periodo sto leggendo un libro sull'Impronta Ecologica perché devo parlarne al campo estivo di mani tese, e ho iniziato a studiare il libro di economia di un esame universitario di mio fratello (perché è importante conoscere il "nemico", sto al capitolo 2 e già ho trovato un po' di cose su cui non sono d'accordo!)
E come se non bastasse, venerdì sera visto che ero tornata presto dal lavoro ho preso il testo dell'esame di matematica della maturità e mi sono messa a risolverlo... fossi stata ancora all'università non l'avrei mai fatto, e invece è stato divertente! però un po' di cose non le sapevo fare, confesso!
E adesso basta, che devo studiare economia...


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giovedì, 19 giugno 2008
Ambiente
Lester Brown - “Strategie per un pianeta Sostenibile”

Il 16 e 17 giugno all’Auditorium di Roma si è svolta la conferenza “Strategie per un pianeta Sostenibile”, organizzata in occasione dei 40 anni del Club di Roma e i 100 anni dalla nascita del suo fondatore, Aurelio Peccei.
Ho scritto per il blog Mani Tese Roma alcuni appunti sull’intervento di Lester Brown, fondatore e presidente dell'Earth Policy Institute, un'organizzazione no-profit e interdisciplinare il cui scopo è elaborare un piano per un futuro sostenibile e un percorso che indichi come arrivarci. È stato inoltre fondatore e presidente del Worldwatch Institute, considerato il più autorevole osservatorio sui trend ambientali del nostro pianeta. Nel corso della sua carriera Lester Brown ha pubblicato più di 50 libri, tradotti in oltre 40 lingue, e ha ricevuto 24 lauree honoris causa. E’ stato definito dal Washington Post come "uno dei pensatori più influenti del mondo".

Lester Brown inizia il suo intervento citando alcuni dati sullo scioglimento dei ghiacci polari: nell’estate 2007, gli esperti sono rimasti sbalorditi dalla fusione in una sola settimana di un’area ghiacciata pari a quasi due volte l’estensione della Gran Bretagna. Blocchi di ghiaccio del peso di parecchi miliardi di tonnellate si staccano dalla calotta glaciale e crollano in mare, causando terremoti con il loro peso. Anche i ghiacciai continentali si sciolgono, e questo rischia di avere impatti pesanti sulla disponibilità idrica: Il Gange e il Fiume Giallo, non più alimentati dalla presenza perenne dei ghiacciai, potrebbero diventare corsi d’acqua stagionali, mettendo a rischio la produzione di cereali e riso delle regioni che attraversano.
 
Rischiamo di fare la fine delle civiltà che prima di noi si sono scontrate con i limiti del loro ambiente? Sumeri , Maia, sono scomparsi a causa della salinizzazione delle terre agricole e della deforestazione: non si tratta più di “salvare il Pianeta”, ma di “salvare la nostra civiltà”. Un nuovo problema si impone all’attenzione: il picco del petrolio. Non importa se sia già passato o se si verificherà fra qualche anno: la produzione di petrolio sta per iniziare un lento declino, se non l’ha già iniziato: ci aspetta un mondo molto diverso dall’attuale.
I prezzi degli alimenti sono in crescita, e le scorte di molti Paesi sono ai livelli minimi; in passato le crisi alimentari erano determinate principalmente da siccità o alluvioni occasionali, ma ora la situazione è diversa. Siamo in presenza di una popolazione che continua a crescere, e che vuole cibo di migliore qualità, passando da una dieta essenzialmente vegetariana a un aumentato consumo di carne, il che comporta una maggiore necessità di cereali da usare come mangime. I biocarburanti entrano in competizione con il cibo: negli USA, la produzione di cereali continua a crescere, ma tutto l’aumento è stato assorbito dalla produzione di biocarburanti.

I problemi principali da affrontare sono:
- la carenza di acqua, che minaccia anche Paesi come Cina, India e USA; fra i principali produttori agricoli;
- l’erosione del suolo, che provoca la perdita di terreni agricoli;
- le temperature crescenti: un aumento di un grado di temperatura media provoca una diminuzione del 10% della produzione alimentare; da notare che la produttività, aumentata tantissimo negli ultimi anni, sembra aver raggiunto il suo picco e non aumenta più.

Quali sono le azioni da compiere?
- tagliare le emissioni di anidride carbonica dell’80% entro il 2020;
- stabilizzare la popolazione mondiale, evitando di superare gli 8 miliardi di persone;
- aumentare l’efficienza energetica (ad esempio usando le lampadine a risparmio energetico, ma anche con automobili e sistemi produttivi più efficienti)
- aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili;
- piantare alberi, che possono assorbire l’anidride carbonica.

Il Texas, la terra del petrolio, soddisfa i bisogni di un terzo della popolazione con l’eolico: un petroliere ottantenne ha appena investito 10 miliardi di dollari nel vento: al contrario di un pozzo petrolifero, il vento non si esaurisce.
Abbiamo tante fonti di energia a disposizione: in Algeria è in progetto un impianto di solare termodinamico che produrrà elettricità da esportare in Europa. Se tutto il deserto dell’Algeria fosse coperto da impianti del genere, potrebbe soddisfare il bisogno energetico mondiale!
E’ necessario modificare i sistemi di tassazione e includere nei costi le esternalità ambientali (i costi indiretti, ad esempio il costo dei danni causati dai cambiamenti climatici o dall’inquinamento). Cambiare non la quantità totale di tasse, ma che cosa si tassa.
Come il comunismo è fallito perché si basava su un mercato privo di “verità economica”, così il capitalismo potrebbe crollare a causa della mancanza di “verità ecologica”.

Dopo l’attacco di Pearl Harbor, all’entrata nella seconda guerra mondiale, gli USA hanno dovuto produrre una quantità enorme di armi in poco tempo: migliaia di carri armati, aerei, navi, cannoni. Tutti gli industriali sono stati chiamati a contribuire, e hanno modificato la produzione nel giro di mesi! Questo ci insegna che possiamo cambiare il sistema energetico in pochi anni!
Negli USA recentemente sono stati presentati 151 progetti di centrali a carbone, ma sono state in buona parte bloccate, e le restanti rischiano di essere bloccate anche loro: sia a causa della forte opposizione della popolazione locale, sia perché i finanziatori vogliono essere sicuri che saranno economicamente convenienti anche se gli USA dovessero introdurre limiti e tasse sulle emissioni di anidride carbonica; ma questo non è possibile.

 Lester Brown dice di non avere fiducia negli accordi negoziati internazionali, ma nelle azioni individuali, dei singoli Paesi e delle singole persone. E’ sempre più urgente la necessità di organizzarsi, impegnarsi, e ristrutturare l’economia globale.

E’ appena uscito per le Edizioni Ambiente l’ultimo libro di Lester Brown, Piano B 3.0 : il testo integrale si può trovare qui.


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martedì, 17 giugno 2008
varie
Il sergente nella neve

Vorrei dedicare un pensiero a Mario Rigoni Stern. 
Rigoni Stern mi fa pensare a mio nonno. Mi piaceva tanto ascoltare i racconti di mio nonno, sulla guerra, su quando era bambino, sulla sua famiglia, sulla scuola.
Ho letto solo Il sergente nella neve, gli altri libri no, voglio leggerli ora, e leggendoli immaginerò di sentire la voce di un nonno che racconta.


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giovedì, 12 giugno 2008
varie
Facciamo un record!

Aiutiamo Firefox a stabilire un record: il maggior numero di dowload di un software in un solo giorno!!!

A breve si saprà la data del rilascio, intanto potete prendere l'impegno di partecipare....

 Download Day


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sabato, 31 maggio 2008
Ambiente
Le illusioni nucleari

Tralasciamo la questione "sicurezza della centrale", assumendo che le tecnologie di controllo siano affidabili al 100% e a prova di terrorismo.
Tralasciamo i problemi di gestione delle scorie, rilevanti visto che abbiamo problemi anche a gestire i rifiuti urbani.
Tralasciamo anche la questione della localizzazione delle centrali, che forse si potrebbe superare offrendo compensazioni alle popolazioni interessate, tipo energia elettrica gratis (che secondo me è una pessima idea).

Parliamo invece di costi, tempi e risorse.

L'uranio: qui vale il discorso del post precedente: l'uranio è una risorsa limitata! Il consumo attuale di uranio delle circa 130 centrali esistenti è di 65.000 tonnellate all'anno; la produzione è di 40.000 tonnellate all'anno; la differenza viene coperta con riserve esistenti, soprattutto smantellando vecchie testate nucleari sovietiche.
Le riserve note di uranio bastano per qualche decennio, ai ritmi attuali di consumo; se si vuole aumentare la produzione da nucleare oltre l'attuale 16% della produzione elettrica totale, le riserve dureranno ancora meno!

La figura qui sotto mostra le risorse di uranio disponibili secondo uno scenario elaborato nel 2006 dall'International Energy Agency:

sintesi del Rapporto 2006 (pdf, in italiano)

se l'immagine non si vede, la trovate qui:  http://tinyurl.com/5rzhu3

la quantità disponibile aumenta all'aumentare del costo dell'uranio, perché più giacimenti diventano convenienti. C'è comunque un deficit di produzione che gli stock coprono a malapena, e entro il 2050 si raggiunge il picco dell'uranio. Se la produzione di energia da nucleare dovesse aumentare molto, il deficit di uranio diventa incolmabile. La linea tratteggiata più in alto rappresenta lo Scenario Alternativo del rapporto 2006, con una potenza installata di 519 GW nel 2030 (oggi sono 371,7 GW).

Il costo dell'uranio: qui c'è un interessante grafico della The Ux Consulting Company, LLC sul costo dell'uranio, a prezzi correnti e a prezzi riportati al 2007, e qui la situazione degli ultimi due anni: dai 10$ per libbra di U3O8 del 2004 ai 135$ del 2007, ai 60$ attuali. Non certo un prezzo stabile ed economico. Per quanto il costo del combustibile incida ancora molto poco sul prezzo dell'energia prodotta dalle centrali nucleari, se dovesse esserci un aumento del numero di centrali il prezzo dell'uranio non sarà un fattore trascurabile: eolico e fotovoltaico saranno più economici.

In Europa Occidentale per i prossimi 10 anni è prevista la costruzione di un solo reattore (a parte le 5-10 centrali che costruiremo in Italia, ovviamente...): Olkiuto 3 in Finlandia, reattore da 1600 MW, sarà il più grande al mondo. Doveva essere pronto per il 2009, è slittato per ora al 2011, doveva costare 2,5 miliardi di euro, ne costerà oltre 4, a causa di problemi legati a qualità e sicurezza del progetto.
L'acquisto dell'energia che sarà prodotta è garantito da un accordo con un consorzio fra grandi consumatori: solo così si possono avere le necessarie garanzie economiche, se ci si affida al “mercato libero” il rischio finanziario è troppo elevato.

I costi di costruzione sono in aumento, anche a causa dell'aumento del prezzo del petrolio, ma soprattutto enormi sono i costi di smantellamento, di cui di solito non si tiene conto nel calcolare il costo del kWh nucleare: già, tanto quelli li pagherà lo stato, al solito: profitti privati e spese pubbliche. Nel 2002 il governo della Gran Bretagna ha dovuto sborsare 2 miliardi di sterline per salvare dalla bancarotta la British Energy, il principale operatore nucleare del Paese, che dovrebbe gestire l'eliminazione delle scorie.

Infine, l'EROEI - Energy Returned On Energy Invested , ovvero il rapporto fra l'energia prodotta da una fonte energetica e l'energia consumata per produrla: questione complessa e controversa, ma i risultati di uno studio dell'università di Sidney, riportati, spiegati e commentati in questo post , sono i seguenti:


tecnologia ......................................EROEI

Nucleare, acqua leggera ..............5.5 (2.5 - 6.2)
Nucleare, acqua pesante .............5.0 (2,8 - 5.5)
Turbine eoliche..........................15.1 (8.3 - 24)
Fotovoltaico .............................3.0 ( 1.5 - 6.2)
Mini-idro ..................................21.7 (7.3 - 50)


Più è alto l'EROEI migliore è la tecnologia: il nucleare non ci fa mica una bella figura!!!

E il nucleare di quarta generazione, che riduce la quantità e pericolosità delle scorie? Non prima del 2040. E l'uranio estratto dall'acqua di mare? E' una favoletta.
E la fusione nucleare fredda? Qui ne so poco, so che si fanno ricerche ed esperimenti ma il problema è la non riproducibilità e il bilancio energetico negativo; è della settimana scorsa la notizia dell' esperimento riuscito di Yoshiaki Arata in Giappone, io non ne capisco molto e non so giudicare se sia un punto di svolta o no, comunque l'applicazione commerciale non è certo dietro l'angolo!

 

Alcuni link per approfondire:

Aspo Italia sul nucleare
Un dossier di Legambiente
Nucleare ed indipendenza energetica, mito e realtà
Lo stato dell’industria nucleare mondiale nel 2007
URANIUM RESOURCES AND NUCLEAR ENERGY
Le tesi filo-nucleari fra bugie e verità
BBC: Nuclear clean-up costs 'to soar'
una interessante intervista a Gianni Silvestrini, che comprende alcuni punti che io ho omesso, tipo la situazione in USA.


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domenica, 25 maggio 2008
Ambiente
Il picco del petrolio

Nel 1956 Marion King Hubbert, geofisico  che lavorava per la Shell, basandosi sull'osservazione dell'andamento della produzione di carbone e petrolio negli USA, previde che la produzioe di petrolio del Paese avrebbe raggiunto un picco nel 1971, per poi declinare.
Gli risero dietro.
Nel 1970 gli USA produssero la massima quantità di petrolio e dall'anno seguente la produzione iniziò a diminuire. Si era verificato quello che è ora noto come "Picco di Hubbert".
La figura qui sotto mostra la produzione di petrolio negli USA, con il netto picco del 1970, ed è tratta dal sito di ASPO Italia (Association for the Study of Peak Oil & Gas). IL link porta a una pagina di introduzione alla teoria di Hubbert.


Intoduzione alla teoria di Hubbert

Da allora molti altri geologi e scienziati hanno studiato il modello descritto da Hubbert, applicandolo con buoni risultati sia a singoli Paesi che alla produzione globale di petrolio. Il picco si verifica più o meno quando metà delle risorse totali sono state estratte; per prime si sfruttano quelle più facili ed economiche da estrarre, finché non rimangono solo quelle più difficili da raggiungere e la cui estrazione può essere tanto costosa da diventare antieconomica.

Ma cosa dicono le ultime previsioni sulla produzione mondiale di petrolio???
Ci dicono che il picco si verificherà nel 2020, nel 2010, o potrebbe essersi già verificato, dipende da quali stime si usano, dalla differenza fra petrolio convenzionale e non convenzionale, ecc ecc.    2008 o 2020, la situazione è ugualmente critica.
Questo è il grafico del geologo britannico Colin Campbell, che pone il picco nel 2010.

Intoduzione alla teoria di Hubbert

Aver raggiunto il picco significa che la produzione di petrolio rimarrà costante per un po' per poi diminuire, a fronte di una domanda che è stimata in continua crescita.
Significa che ci sarà sempre meno petrolio a disposizione, e sempre più caro. Già oggi numerosi Paesi produttori di petrolio hanno diminuito le esportazioni per far fronte all'aumento della domanda interna.
Il petrolio ha raggiunto i 135 dollari a barile; nel grafico sulla colonna di destra del blog potete vedere l'andamento dei prezzi nell'ultimo mese, quadrimestre, anno e due anni. Se il prezzo è così alto non è colpa "della speculazione": è colpa della scarsità del petrolio.

L'Arabia Saudita, tradizionalmente "swing producer" che aumenta la produzione quando il prezzo sale troppo per riportarlo a livelli non da panico, nonostante le richieste pressanti degli USA, non aumenta la produzione. Non vuole, o non può? Ricordiamo che un prezzo troppo alto non conviene neanche ai produttori, si rischia crisi economica e crollo della domanda, o spostamento verso fonti alternative più economiche. Ma l'Arabia Saudita non è più in grado di aumentare la produzione.
Qui ci sono tre link interessanti sulla questione.


Il re saudita: "Nuove scoperte? Resteranno sottoterra."
Untapped Arabia: "Dal 2009, basta esplorazioni"
Gli arabi dicono di no (di nuovo). Ma nessuno capisce.

E' notizia recente che le riserve petrolifere dell'Iraq sono triplicate da un giorno all'altro. Ora l'Iraq ha più petrolio dell'Arabia Saudita!  MA sarà vero?? Io non ci credo molto....

Altre notizia interessante: in un momento di record del prezzo del petrolio, Cina e Usa
stanno riempendo le loro riserve strategiche! gli USA hanno appena smesso per decisione del Congresso. Questo mi sa tanto di "scorta prima della carestia"...

Pochissimi giorni fa è uscita un'anticipazione del rapporto dell'IEA - International Energy Agency, che uscirà a Novembre: da qui al 2015 ci si deve aspettare un ammanco di produzione di circa 12 milioni di barili al giorno. (Il consumo mondiale di petrolio è attualmente di 80 milioni di barili al giorno).

Per conludere: i giacimenti attualmente in produzione stanno declinando, e non ci sono giacimenti in grado di sostituirli: perché ormai quelli grandi e comodi li abbiamo sfruttati tutti, e il petrolio che rimane è più difficile da sfruttare. Il petrolio non sta finendo, ne abbiamo ancora per altri 35-40 anni al ritmo di consumo attuale, ma la produzione avrà sempre più difficoltà a stare dietro alla domanda. L'era del petrolio a buon prezzo sta finendo.
Mi pare abbastanza per essere tutti molto preoccupati... Non c'è bisogno di ricordare a quante cose serve il petrolio.... praticamente a tutto. L'agricoltura industriale ha una
dipendenza dal petrolio che è spaventosa. Un bovino consuma 6 barili di petrolio nel corso della sua vita.

Per approfondire: il sito e il blog di Aspo Italia; il blog Petrolio; il sito di Aspo International;    The Oil Drum;

Infine tre siti che non ho esplorato ma che potrebbero essere interessanti:  

The Wolf at the Door: the Beginner's Guide to Peak Oil
Hubbert Peak ;      Life after the oil crash.
Buona lettura...
Prossimamente, un post sul nucleare.


Ely81 si è decisa a postare alle 16:58 ~ [permalink] 4 commenti ~

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sabato, 17 maggio 2008
varie
Lo Sviluppo Sostenibile - 1

Mi è venuta voglia di pubblicare un pezzo della mia tesi di laurea triennale, che si intitolava "Lo Sviluppo Sostenibile: teoria, strategie, strumenti". Questo è l'inizio del capitolo 2, dedicato ai concetti fondamentali dello sviluppo sostenibile, magari un po' per volta lo pubblico tutto...

2.1 Sviluppo

E’ significativo osservare che si parla di sviluppo e non di crescita: benché a volte questi termini vengano usati come sinonimi, essi in realtà esprimono due concetti ben distinti e da alcuni punti di vista antitetici. Crescita indica un aumento materiale, prettamente quantitativo: ad esempio, la crescita della produzione industriale e del consumo di beni, o la crescita del PIL. Sviluppo indica invece un’evoluzione di tipo qualitativo, un miglioramento delle condizioni di vita, che può essere difficile da quantificare con i consueti strumenti usati per misurare il benessere di un Paese.

Ad un aumento della ricchezza materiale infatti non consegue automaticamente un aumento del benessere materiale e spirituale; occorre verificare ad esempio che la ricchezza prodotta sia distribuita equamente, che la crescita materiale non avvenga a danno dell’ambiente naturale con conseguente deterioramento della qualità della vita: valutare quindi che il “prezzo” da pagare per la crescita non vada a scapito dello sviluppo.

Inoltre è importante sottolineare come le possibilità di una pura crescita materiale siano limitate dalla finitezza delle risorse del pianeta Terra, e dalla limitata capacità dell’ambiente naturale di assorbire le emissioni inquinanti e i rifiuti prodotti, mentre lo sviluppo, inteso come evoluzione verso una condizione di maggior benessere sociale, ambientale e culturale, possa essere considerato un processo illimitato.

Lo sviluppo sostenibile rappresenta quindi una sfida fondamentale sia per i Paesi industrializzati che per i Paesi in via di sviluppo: i primi sono chiamati a un profondo cambiamento dei modelli di vita fin qui prevalenti, basati su un continuo aumento della produzione e dei consumi, e a passare dall’ideologia della crescita a quella dello sviluppo; i secondi hanno l’opportunità di basare la loro crescita economica su un modello sostenibile, e di indirizzarla verso un miglioramento delle condizioni umane e ambientali, evitando il ripetersi degli errori compiuti nei Paesi industrializzati.


Io a questa idea che i paesi in via di sviluppo possano "saltare" tutti gli errori che abbiamo fatto (e continuiamo a fare) noi paesi sviluppati per passare direttamente a un modello sostenibile ci tengo davvero tanto, però non mi sembra che stia accadendo... C'è chi pensa che proteggere l'ambiente sia "un lusso da ricchi" e che per prima cosa bisogna crescere, consumando inquinando e sprecando, e poi quando si sarà economicamente forti si potrà pensare a proteggere l'ambiente... peccato che a quel punto di ambiente non ne sarà rimasto molto, e con esso se ne saranno andate la salute, le risorse da usare, la possibilità di assorbire emissioni inquinanti e rifiuti, la possibilità stessa di sopravvivenza. Spero che il profondo cambiamento dei modelli di vita di cui parlavo nella mia tesi avvenga presto, prima che sia troppo tardi...




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